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Assai varia e ricca è la flora, contando all'incirca
1.200 specie. Nelle aree più calde e aride vivono
specie mediterranee, che si aggiungono alle più diffuse
specie a distribuzione europea. Ma ai botanici questi boschi
riservano continue sorprese, come testimoniano le scoperte
recenti di una rara felce e di una nuova orchidea.
Nel parco, oltre a moltissime altre specie di animali, vivono
quattro specie di ungulati: caprioli, cervi, daini e cinghiali.
Presente con circa 5.000 esemplari, il capriolo vive nell'intera
area del parco. Il suo numero è contenuto innanzitutto
dalla predazione da parte del lupo, ma pure dagli inverni
rigidi e dalla competizione del cervo. Il daino è stato
introdotto a partire dal 1835 per le battute di caccia del
granduca Leopoldo II. Da allora si è moltiplicato,
soprattutto alle quote inferiori del versante romagnolo del
parco, e oggi i danni causati nei campi gli hanno guadagnato
l'ostilità dei coltivatori. Pure introdotto
era il muflone, negli anni Cinquanta e Sessanta, stavolta
dalla Forestale: ma attualmente sembra che non ce ne siano
più, dopo il ritorno del lupo di cui ha evidentemente
rappresentato un'appetibile preda in virtù del
suo scarso adattamento a simili ambienti. Quanto al cinghiale,
assente fino a vent'anni fa dall'area del parco,
vi è stato reintrodotto nei primi anni Settanta a
scopo venatorio e oggi è la principale preda del lupo.
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